Prefazione : "Conversando con Psiche. I miti e le storie che raccontano la mente" (Prof. Alfredo Focà)

21.10.2014 07:31

Conversando con Psiche

 

Ricevo “Conversando con Psiche” tra le mani timorose a causa di un’ancestrale difficoltà, preconcetta, a leggere un saggio su psichiatria e psicologia, un argomento lontano dalla mia specialità. Timori dissolti subito dopo le prime pagine grazie alla geniale struttura del testo, ben sviluppato, equilibrato, la proprietà del linguaggio che solo raramente, quando è indispensabile, si attarda su termini e concetti “troppo esperti”.

Il “racconto” di Salvatore Romeo su Psicologia e Psichiatria muove da episodi mitici quale introduzione e chiave di lettura per trattare una medicina che dall'arte divinatoria approda alla medicina osservazionale e scientifica. Il “racconto” si avvia accattivante con Melampo, dai piedi neri, il quale fu chiamato a guarire delle fanciulle da una forma di follia ossessiva di cui erano vittime. Melampo mise a frutto sue precedenti osservazioni circa l’alimentazione delle capre che pascolavano sui prati di elleboro e, rilevato in esse un comportamento particolarmente mansueto, dedusse che in quelle piante doveva esserci una virtù particolare in grado di provocare una calma così evidente. Sulla base di queste osservazioni indusse le fanciulle a bere il latte di quelle capre ottenendo gli effetti terapeutici desiderati.

L'autore, seguendo un percorso logico-storico, tra osservazioni empiriche e deduzioni sperimentali, ci introduce agevolmente attraverso episodi del Mito alla spiegazione scientifica dell’influenza della Psiche sull’equilibrio salute-malattia. Dall’arte medica divinatoria alla soluzione terapeutica con l’ausilio di piante officinali (elleboro) su basi osservazionali. Di conseguenza, fluidamente, quasi inconsapevolmente, il lettore viene condotto alle definizione scientifica, nei meandri di Psiche.

L’autore congegna un testo che non è altro che un modello utile per agevolare la comprensione di alcuni meccanismi cerebrali in maniera plausibile, accessibile anche ai profani, toccando, con criterio coordinato, le strutture anatomiche, i neuroni, i neurotrasmettitori, i biochimismi per approdare agevolmente alle reazioni psichiche ed emozionali, carattere e personalita', conscio ed inconscio, pulsioni e ipnosi, quindi, alle espressioni patologiche di questi.

Citando, Sigmund Freud, Romeo ci conduce per mano lungo il percorso della trasformazione di un meccanismo fisio-patologico generale (anomalie del carattere e biochimismi) in una espressione sintomatologica e clinica personalizzata del paziente.

Egli ci pone di fronte ad una realtà inconfessata: “Quante volte ci è capitata l’esperienza di perdere il controllo sulle nostre emozioni e di cadere vittima di paure irrazionali che emergono dal nostro animo come un’eruzione vulcanica inarrestabile, o di essere sommersi da un’ira incomprensibile che ci fa percepire il mondo circostante come una realtà ostile e minacciosa dalla quale difenderci fino allo spasimo, esaurendo fino all’ultima goccia del nostro propellente vitale? ”.

La "conversazione" con Psiche si realizza in bona parte a vantaggio del lettore quando l'Autore sviluppa "amichevolmente" le congiunzioni tra coscienza e volonta' e le ricadute sull'equilibrio conscio-inconscio, eros e thanatos, libido (energia positiva) e destrudo (energia negativa).

Le citazioni scientifiche, le descrizioni cliniche, le immagini anatomiche si alternano alle citazioni dei Maestri antichi e moderni e ai racconti mitici per "porgere" ai lettori argomenti altrimenti astrusi: Laio, re di Tebe, cerca di sottrarsi ad una catastrofica profezia ma una notte di ebrezza con la moglie Giocasta genera un figlio che viene affidato ad un servo per essere eliminato ed essere sottratto dalla maledizione. Il destino è, però, ineluttabile: il bambino, Edipo, viene salvato e cresce alla corte di Polibo, casualmente si scontra con Laio e lo uccide. A Tebe risolve l'enigma della Sfinge e questa si uccide aprendo la strada della corte di Tebe a Edipo che, successivamente sposa la madre Giacosta....la profezia si avvera. E' aperta la porta alla comprensione e alla definizione: Il Complesso di Edipo è un periodo di fondamentale importanza per la formazione della personalità e se tutto procede senza particolari problemi verso i 12-13 anni esso si risolve, ovvero termina, e il bambino acquisisce una sua identità sessuale (o di genere) e personale ben definita, armonizzando tutte le emozioni che scaturiscono dal suo mondo interiore, identificandosi con l’immagine del genitore del suo stesso sesso e abbandonando l’attrazione verso quello di sesso opposto.

Tutto il mondo immaginifico dell’uomo è presentato da Romeo quale forma allegorica con la quale sono si perpetuano le conoscenze dell’uomo e le sue intuizioni, vizi e virtù in un “parallelismo tra visione cosmica e vita psicologica dell’Uomo".

"La lira di Apollo e il flauto di Dioniso" è la giusta allegoria penetrare l’origine del mondo, la nascita dell’uomo, la morte, l’amore e l’odio e tutte le emozioni positive o negative, conscio ed inconscio, istinto e ragione inserite in immagini simboliche, in visioni archetipiche, in racconti mitologici. La lira di Apollo ed il flauto di Dionisio rappresentano un sistema armonioso dei contrasti tra Caos e Cosmo, istinto e ragione, bene e male dove Psiche si pone in un instabile equilibrio.

Tutte le cose diritte mentono, la verità è ricurva” (Friedrich Nietzsche).

 

Alfredo Focà

Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche

Direttore dell’Unità Operativa di Microbiologia Clinica

Ordinario di Storia della Medicina,

Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Magna Graecia”